domenica 8 giugno 2008

Andrea...

Di questi lacerti antropici
Sgretolati irreparabili
Di queste scaglie non più corporee
Arricciate come coriandoli
Stracciati per dispetto
Per essere un calcolo un fluido
Un sistema perfetto
Incompleto e provvisorio

Resterà un sogno? Un ricordo?

Di queste scorie di cellule umori e passioni
Dell’ansimare tra coscienza e istinto tra sublime e minuto?

Di questo odore di pane caldo
In questa notte d’estate cosi piena di stelle?

Di questo spasimo incontenibile chiamato amore?

Per l’ultimo umano esercizio del paragone
Per declinare il confronto di ciò che è stato
Comunque sia stato

Per vidimare il terrore dell’ignoto
Del non essere più e dover ancora diventare

Se questo ignoto stadio dell’essere
(se è)

Se questa forma di vita non informata
Sparisce con l’intuizione

Estranea e superiore
Della dialettica del cosmo
Del segreto del divenire
Quotidiano

Resterà il sogno? Il mio ricordo?

Di queste scorie di cellule umori e passioni
Dell’ansimare tra coscienza e istinto tra sublime e minuto?

Di questo odore di pane caldo
In questa notte d’estate cosi piena di stelle?

Di questo spasimo incontenibile chiamato amore?

Solo chi non ha visto ci crede davvero
Perché chi c’era
Ancora si chiede se era

Solo chi non ha visto ci crede davvero
Perché chi c’era
Ancora si chiede se era

(Crisalide - Max Gazzè)

giovedì 29 maggio 2008

PESSIMO XVI

Papa peggiore non si poteva avere in questi tempi di vacche magre... e questa è l'ennesima dimostrazione.

sinceramente un bel referendum per rispedirlo ad Avignone lo proporrei.
Come si dice: "si stava meglio quando si stava peggio".








Esattamente nel 1309

mercoledì 21 maggio 2008

JOB EXPERIENCE pt. 2

2 giorni
10 euro di diesel
6 uffici su 2 piani
9 impiegati
un numero imprecisato di chiacchiere
per consegnare 35 manifesti e 6 locandine
gratis


mansione che, ovviamente, non mi compete
e che tuttavia farà bella mostra alla voce "capacità di relazione" nel mio curriculum


grazie italia

domenica 18 maggio 2008

Welcome to Gomorra

perdo i miei connotati,
i miei dati anagrafici,
la mia storia e i miei ricordi,
il mio diritto all'essere individuo, alla singolarità.
non sono più il_gianK' da oggi.
Da oggi sono un abitante dei luoghi di gomorra.
un assassino,
un ignavo,
un omertoso,
un assoggettato.
E quando mi intervisteranno dovrò palesare la mia passione smodata per i neomelodici, con accento regionale marcato, ma comprensibile.
Spiegare alla gente che io e la mia famiglia ci moriamo di fame, mentre sfoggio il cellulare da 700 euro.
Rivelare che qua il lavoro non ci sta e che è naturale campare di espedienti, chiaramente a nero e poco legali.
Che giro in moto senza casco, sennò me chiamano fess'.
Che lavorare su un impalcatura è da veri uomini.
Che mio figlio a 13 anni fatica dal carrozziere, che tanto la scuola non ti dà il pane.
Che mi sono sposato a 16 anni dopo aver messo incinta mia moglie, che qua così si fa.
Che pago il pizzo e chino il capo.
Che gli immigrati da qua se ne devono andare, senza rivelare che ne tengo a fitto otto nella vecchia casa di mia nonna, per un totale di mille euro al mese.

Ma vi rendete conto che sono stereotipi?
E vi rendete conto che sono veri?

giovedì 8 maggio 2008

CURSUS HONORUM

Appena iscritto ad una scuola di ballo, canto e recitazione...
Studio per diventare ministro










Giancarlo Carfagna non suona nemmeno male a ben pensarci

martedì 29 aprile 2008

mercoledì 9 aprile 2008

Qualcuno era (abbastanza) Comunista

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.

Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. ... la mamma no.

Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.

Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti.

Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.

Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.

Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.

Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.

Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.

Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.

Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe...

Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.

Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.

Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.

Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.

Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.

Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.

Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.

Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.

Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...

Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici.

E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana

e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.

martedì 26 febbraio 2008

Poster choc per gli alloggi studenteschi: gli studenti transalpini copiano quelli italiani

Ovvero: Le idee degli italiani, al pari "dei giovani cervelli", devono espatriare per essere apprezzate.


Marco consoli, in un articolo apparso oggi sul corriere, si interroga, fra l'altro, sullo choc che provocherebbe in Italia la campagna contro il caro affitti che rende difficile la vita degli sudenti fuori sede.

peccato che questa campagna è stata presentata in Italia almeno tre anni fa. All'epoca ero uno studentello baldanzoso che si aggirava per le vie della carissima Siena, assiduo frequentatore della Mutua studentesca/ Unione degli Universitari e dell'annesso circolo ARCI che all' epoca già espose quei manifesti su un più congeniale ed ammiccante sfondo rosso.

Appena trovo riscontri in rete, o magari riallacciando sani contatti con i vecchi amici di un tempo, posto immagin e notizie.

Gli italiani non sono poi così bacchettoni come si crede... e i francesi non così originali :)